Flat Preloader Icon

Eurizon rileva la maggioranza del gruppo GSA

Nella giornata del 27 ottobre 2021 si è perfezionato il closing che ha portato il fondo Eurizon (Gruppo Intesa San Paolo) – che opera attraverso i due Fondi di Investimento Alternativo (FIA), Eurizon ITEᴙ (FIA chiuso riservato, dedicato ad investitori istituzionali) ed Eurizon ITEᴙ ELTIF (FIA chiuso non riservato, dedicato a investitori retail), di acquistare la quota di maggioranza di GSA – Gruppo Servizi Associati Spa. La transazione è stata completata ad un Enterprise Value di 250 milioni di Euro.

I fondi Eurizon ITEᴙ hanno rilevato il pacchetto di maggioranza, mentre sia Alessandro Pedone con la holding AlPeInvest Spa (con il 18,4%), sia Armònia (con il 12,5%) hanno reinvestito in GSA con la prospettiva di poter beneficiare di un’ulteriore fase di crescita della Società. Una parte del capitale è stato riservato al management di GSA.

L’iniziativa rafforza l’impegno di Eurizon a sostegno dell’economia reale, con l’obiettivo di accentuare ulteriormente e diversificare l’impegno a fianco delle imprese che investono e crescono.

GSA è una realtà in espansione a livello italiano ed europeo nella prevenzione e sorveglianza incendi in strutture e infrastrutture ad alto rischio, quali gallerie, ospedali, porti, aeroporti e stazioni ferroviarie. I ricavi del 2020 sono cresciuti del 40,6% rispetto al 2019, toccando nel i 135,3 milioni di euro. La società supera i 5mila addetti, impiegati tra Italia e Francia. L’EBITDA è in continua e costante crescita e ha raggiunto nel 2020 la cifra di 29,3 milioni di euro, oltre il 21,7% dei ricavi. Il 2021 si conferma come un anno di ulteriore crescita a doppia cifra, con un +20% atteso su fatturato ed EBITDA.

Cronos Capital rileva il tè Everton

Cronos Capital Partners, holding di partecipazioni interamente controllata dai soci fondatori Alessandro Besana e Lorenzo Bovo e dall’associate Nicola Ambrosio, rileva il controllo di Everton, società genovese di eccellenza del Food&Beverage, market leader nella produzione di tè, tisane e preparati solubili per il segmento private label della Gdo con stabilimenti produttivi in Italia, Croazia e India e una joint venture commerciale basata negli Stati Uniti.

L’operazione è avvenuta mediante la sottoscrizione di un importante aumento di capitale finalizzato alla crescita dell’azienda sui mercati internazionali sia per linee interne sia per linee esterne.
L’obiettivo principale della partnership è quello di sostenere il piano di sviluppo di Everton attraverso investimenti per finanziare operazioni M&A in società italiane ed estere nel medesimo segmento di mercato in cui opera il gruppo Everton e che, in Italia, vale complessivamente circa 300 milioni di euro. Cronos è stata assistita nell’operazione da Vitale&Co, da Gattai, Minoli Agostinelli, Deloitte, Long Term Partners, mentre Everton e i suoi azionisti sono stati assistiti da Equita K Finance e dallo studio Russo De Rosa.

Giancarlo Padula, Managing Partner di Sviluppo Imprese Advisor, è stato nominato presidente del collegio sindacale di Everton, quale espressione del Fondo Cronos Capital.

Haka Srl rileva la maggioranza dell’udinese OmniaDoc

Haka Srl, società degli imprenditori Alessandro Pedone e Gabriele Ritossa, ha rilevato il pacchetto di maggioranza di OmniaDoc Spa, società di Udine con oltre dieci anni di esperienza nel mercato della gestione documentale.
OmniaDoc, società nata nel 2014 in Fvg, offre servizi di archiviazione fisica, di acquisizione ottica, di digitalizzazione e di conservazione sostitutiva. La società, inoltre, progetta sistemi per la creazione e la gestione di archivi fisici e digitali. Particolarmente forte nel Triveneto, OmniaDoc a oggi impiega oltre 130 unità tra collaboratori e dipendenti e grazie a un’esperienza pluriennale, digitalizza e conserva più di 59 milioni di pagine l’anno. Notevoli sono anche i trend di crescita dei servizi di consulenza IT con soluzioni personalizzate per l’automazione dei processi aziendali, al fine di integrare la gestione documentale con i sistemi informatici esistenti.
……

L’operazione ha un’importanza strategica per lo sviluppo di OmniaDoc – spiega l’ad Pieralberto Felettig -. Il sostegno di Haka ci permette di ottenere la solidità necessaria a supportare la crescita inorganica e a innescare un significativo volano commerciale mosso dal gruppo stesso”. OmniaDoc, inoltre, controlla la società Kredis, specializzata nel recupero crediti e nella fornitura di informazioni commerciali che vanta un fatturato in crescita verticale. La recente acquisizione strategica di Asc, unita all’entrata di Haka, portano a previsioni di sviluppo addirittura superiori a quelle della stessa OmniaDoc.

“Siamo molto contenti per l’acquisizione e per il futuro della nostra collaborazione – spiega Alessandro Pedone -. Riteniamo che per OmniaDoc ci siano ancora notevoli margini di crescita, organica e inorganica, per portarla a diventare leader in un mercato ora estremamente paritario”.

……..

“Abbiamo iniziato un percorso ambizioso ma che crediamo realistico – conclude Pedone -. La volontà è quella di attrarre sempre più investitori per sviluppare sinergie, in un territorio che storicamente già presenta un tessuto imprenditoriale vigoroso come il Friuli Venezia Giulia”. Partner finanziario dell’operazione l’istituto di credito Banca di Cividale; advisor Gatti Pavesi Bianchi con il team composto dall’equity partner Franco Barucci, dal senior associate Dario Prestamburgo e dall‘associate Andrea Palatini; lo Studio associato FINPRO di Daniele Cattaruzzi, equity partner e Giancarlo Padula per gli aspetti fiscali.”

Leggi articolo completo. Clicca qui

Sviluppo Imprese Advisor affianca Gay Odin nel percorso ELITE

Da oggi Gay-Odin, storico marchio del cioccolato artigianale di Napoli, entra a far parte del network internazionale di Elite, il programma del London Stock Exchange Group nato in Italia nel 2012 con la collaborazione di Confindustria e dedicato alle aziende ambiziose con un modello di business solido e una chiara strategia di crescita.

Quella di Gay-Odin è una storia di un successo imprenditoriale che continua dal 1894, un’azienda orgogliosamente a conduzione familiare che dal 1922 ha il suo cuore e centro produttivo nell’antica fabbrica nel cuore della Napoli bene, in un edificio liberty dal 1993 riconosciuto monumento nazionale. Una produzione ancora fedele a metodi artigianali, dove le mani sapienti prevalgono sulle macchine, apprezzata in tutta Italia per i suoi prodotti iconici, uno fra tutti la Foresta che nel 2020 celebrerà i cento anni di storia.

“Siamo orgogliosi di entrare in questo prestigioso network di aziende come marchio storico ma anche come impresa che ogni giorno continua ad investire in ricerca e innovazione. Ad oggi Gay-Odin conta undici punti vendita tra Napoli, Roma e Milano. Nel 2018/2019 abbiamo implementato il canale Horeca che sta registrando risultati interessanti in Campania e Lazio e per il 2020 copriremo la città di Milano. Gli obiettivi del 2020 sono lo sviluppo della vendita on line e dei canali tradizionali, puntiamo al consolidamento del volume dei ricavi e la previsione di crescita si attesta intorno al 10-15%”, ha commentato Marisa Maglietta alla guida di Gay-Odin (nella foto con tutta la famiglia).

La società partenopea è affiancata, come advisor finanziario, da Sviluppo Imprese Advisor del Managing Partner Giancarlo Padula e dal team composto dai Senior Consultants: Renato Esposito, Alessia Casolla, Brando Direttore, Angela Bellizzi e Fabio Dargenio e dallo Studio Legale Tributario di Serafino.

Convegno presso Promoter Group – Strutturazione Aziendale

Vittoria, presentato il programma Elite, di Borsa italiana e Confindustria: strutturazione aziendale e accesso a fondi di investimento

Nuovi modelli di crescita aziendale. A Vittoria, presso la sede di Promoter Group (via del Carrubo), è stato presentato il programma “Borsa Elite” per la crescita del valore delle imprese e per favorire lo sviluppo delle aziende, attraverso un programma di strutturazione aziendale e di accesso ai finanziamenti.

Elite è un programma di Borsa Italiana e di Confindustria per la formazione, il sostegno ed il tutoring alle imprese in un percorso di crescita che guardi sia alla governance, sia all’organizzazione aziendale ed alla gestione delle imprese che vogliono intraprendere un percorso di sviluppo organizzativo e manageriale.

Il programma Elite avvicina le imprese ai mercati di capitali, le inserisce in un network internazionale e permette di avviare rapporti proficui con partner esteri e con investitori qualificati.

L’incontro è stato aperto da Gianni Polizzi, presidente di Promo.ter Group che, da ieri, si è trasformata in società per azioni.

Il 26 settembre è nata PROMOTERGROUP SpA.

All’incontro ha partecipato anche Orazio Ragusa, presidente della commissione Attività produttive dell’Ars.

Ragusa ha rimarcato il ruolo fondamentale di attori come il programma Elite. «Oggi le aziende hanno bisogno di essere sostenute – ha detto Ragusa – la politica può farlo solo parzialmente. Ringrazio voi e Gianni Polizzi, un imprenditore che guarda il suo territorio e lo sostiene».

A presentare il programma Elite è stato Michele Agazzi, Relationship Manager di Elite per le imprese del centro – sud.

Agazzi ha ripercorso le tappe della nascita di Elite. «Elite nasce nel 2012, in un momento di crisi economica, da un programma sostenuto da Borsa Italiana in partnership con Confindustria. Oggi è un network che conta 1200 società (1247 il numero raggiunto la settimana scorsa), di 43 paesi nel mondo). Le aziende del network di Elite danno lavoro a 500.000 persone e presentano un fatturato aggregato di 80 miliardi di euro.

In un momento di grave crisi economica (2012) le imprese non riuscivano a incontrare i mercati e la finanza. Abbiamo quindi ideato questo percorso per aiutarle a strutturarsi meglio, guardando le criticità ed eventualmente supportando il finanziamento. Il percorso punta soprattutto sulla prima parte: il sostegno per una migliore e più efficiente strutturazione aziendale. Poi si valuta anche l’eventuale necessità di affiancare un supporto finanziario.

Il momento più importante non è quindi la possibilità di finanziamento, che arriverà solo in un secondo momento. Entrare nel network può fungere da volano, da piattaforma per la propria crescita. Elite è un network di “società eccellenti”. Ci sono dei requisiti di carattere finanziario per l‘ingresso. Per avere accesso al network, si deve essere sottoposti ad un’analisi severa della propria situazione aziendale, sulla base di parametri diversificati per i diversi settori. Elite sostiene le aziende, ne rafforza la capacità di competere, ne migliora la governance e i rapporti con investitori qualificati».

Elite agisce su un doppio binario: il programma “SPAC” è il veicolo che raccoglie i fondi. All’inizio gli investitori si troveranno di fronte ad una scatola vuota, che poi via via si riempirà attraverso il progetto di supporto finanziario alle aziende eccellenti che consente agli investitori di trarre profitto dai proprio investimenti.

Giancarlo Padula, di Sviluppo Imprese srl, ha presentato il Deal Structuring (strutturazione dell’affare) e le eventuali operazioni straordinarie collegate o che possono affiancare l’avvio del progetto manageriale o alcuni passaggi particolari della storia dell’azienda, quale un passaggio generazionale, o un mutamento della “mission”. Uno di questi strumenti può essere la cessione del ramo d’azienda, che consente di spostare su un’altra società alcuni settori produttivi più proficui, lasciando nella vecchia società le criticità o i settori che non interessano.

La “cessione del ramo d’azienda” è penalizzante per il regime di tassazione. Bisogna quindi dare un assetto alla propria società in modo da minimizzare il carico fiscale.

Padula ha anche sottolineato le potenzialità di Elite: «Le società partecipate dai “fondi di investimento” hanno delle performance migliori rispetto a quelle che non sono strutturate».

Padula ha poi elencato i «venti consigli agli imprenditori che vogliono avviare un’operazione di EXPANSION CAPITAL di successo». Ha anche spiegato che il “rendimento” di un fondo ha una soglia minima non inferiore al 20 per cento.

«Chi vorrà avviare una collaborazione con un “fondo” deve anche aumentare la propria redditività in misura non inferiore al 20 per cento.

Quindi per accedere al fondo serve un’analisi severa di parametri e requisiti e ci sono dei paletti. Ad esempio, l’indebitamento pregresso, la poca capacità dell’azienda di ulteriore indebitamento, può inibire l’ingresso nel network di Elite».

Video Intervento Giancarlo Padula

Leggi il resto dell’articolo. Clicca Qui

Club deal organizzato da Canova rileva Koelliker

Club deal organizzato da Canova rileva Koelliker, mentre CarVal compra debiti bancari e immobili. L’azienda dopo 10 anni di crisi riparte.

Si è finalmente chiusa in bellezza la tormentata storia della crisi di Koelliker spa, quella che negli anni ’80 era la società proprietaria della concessionaria auto simbolo della Milano da bere, con vetrine in piazza San Babila, ma che soprattutto possedeva concessionarie in tutta Italia e importava e distribuiva innumerevoli marchi, in particolare asiatici.

CarVal Investors, in collaborazione con il suo operating partner Celtic Asset Management, boutique di investimento fondata da Giacomo Sonzini e Mario Vernazza, ha acquistato l’intero credito bancario del gruppo dalle 18 banche finanziatrici, azzerando così il debito bancario pregresso.

Il credito a medio-lungo termine è stato trasferimento a un nuovo fondo immobiliare controllato da fondi gestiti da CarVal Investors insieme al patrimonio immobiliare del gruppo, con eccezione degli immobili funzionali all’attività logistica del gruppo e cioé il compound Faldo, una delle più grandi aree logistiche d’Europa per il settore automotive con oltre 650 mila mq di piazzali attrezzati.

Quanto al debito a breve, è stato rimodulato, al netto di uno stralcio concordato tra le parti, in forma di zero coupon in modo da continuare a essere utilizzato per l’acquisto di auto dei marchi rappresentati, e che sarà rimborsato secondo termini adeguati a sostenere e rilanciare l’attività aziendale.

Sul fronte equity, invece, il 93,5% del capitale è stato acquistato, tramite la newco Konki spa (che in giapponese significa perseveranza) da un club deal di investitori privati (Club Deal Car) organizzato da Canova, la boutique di investimento fondata da Roberto Giacobone, a sua volta cofondatore di Finanziaria Canova, la holding di investimento nota per aver venduto nel 2007 a Permira una quota del 18,9% (detenuta dalla stessa Fincanova e da altri investitori) dell’allora Valentino Fashion Group, aderendo all’opa con cui poi il fondo delistò la griffe da Piazza Affari.

Leggi il resto dell’articolo. Clicca Qui

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner